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Impianto di aspirazione delle acque di fondo del bacino est

Il maggiore intervento di risanamento del lago Annone lo troviamo nella progettazione e nella realizzazione di un impianto di sifonamento nel bacino est, in corrispondenza dell'unico emissario, il Rio Torto.

La finalità di questo progetto ha come obiettivo principale la rimozione delle notevoli quantità di fosforo inorganico rilasciate dai sedimenti del Lago di Annone durante la fase di anossia ipolimnica (in quel periodo dell'anno in cui c'è carenza di ossigeno nello strato profondo del lago). Infatti il fosforo è l'elemento che in questo corpo idrico è stato individuato come fattore limitante la crescita delle alghe. In altre parole, se si limita la presenza del fosforo si limita la crescita delle alghe.
L'impianto ha iniziato a funzionare nel 2007 e attualmente sono ancora in essere le fasi più significative dell'intervento che prevede la riduzione del carico di fosforo tramite sifonamento dello strato ipolimnio.
Tale sistema consiste in una rete di tubazioni predisposte in prossimità del fondale del lago e collegate ad una stazione di pompaggio provvista di tre pompe di aspirazione indipendenti con portata ciascuna di 135 l/s.
Attivando le pompe si prelevano le acque dal fondale, ricche di fosforo e maleodoranti per i solfuri, si inviano in una adiacente vasca dove vengono ossigenate prima di essere allontanate nel Rio Torto che è il naturale emissario del lago d'Annone Est.
Il prelievo è previsto per la durata di diversi anni e trova la sua massima resa durante la stratificazione termica estiva a cui corrisponde una forte anossia degli strati più profondi con forte accumulo di nutrienti al fondo e apporto degli stessi alle acque del lago attraverso il rilascio dai sedimenti. Così progressivamente si asportano importanti quantitativi di nutrienti e si accelerano i processi naturali di recupero del lago. Tale intervento deve necessariamente tenere in considerazione il livello del lago in relazione alla volumetria asportata in modo da non interferire con le attività che normalmente si svolgono sul lago: pesca e navigazione, regolamentate da concessione privata.
Il sistema di pompaggio diviene inoltre un ottimo sistema di soccorso qualora si verifichino, come in passato, situazioni di forte anossia del lago. Infatti le acque prelevate dall'ipolimnio possono essere rinviate a lago previa ossigenazione diretta nella vasca di trattamento.
Il maggior finanziatore di quest'opera è la Regione Lombardia che ha dato la sua disponibilità finanziaria fino al maggio 2015.
La provincia di Lecco ci ha assicurato la copertura fino al maggio 2016. Per il futuro le cinque amministrazioni rivierasche e, in particolare, l'assessore all'ambiente di Civate dott. Simone Scola, stanno cercando una soluzione per mantenere in funzione questo prezioso impianto.

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