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L'Impianto di Compostaggio

 

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In natura ogni rifiuto organico ha i suoi tempi di biodegradazione, paglia e legno impiegheranno più tempo di amido e cellulosa. Similmente in ambienti freddi e secchi i processi di biodegradazione saranno più lenti che in ambienti caldi e umidi.
Questo significa che la biodegradazione è fortemente influenzata dalla natura chimica della sostanza o materiale che si intende biodegradare e dall’ambiente di biodegradazione.
Gli ambienti nei quali la biodegradazione avviene a ritmi consistenti e può essere gestita industrialmente sono quelli del compostaggio e della digestione anaerobica.
In questi sistemi si possono dunque trattare i rifiuti solidi organici, compresi i manufatti (ad esempio di plastica biodegradable) che hanno una velocità di biodegradazione compatibile con tali trattamenti. Ne caso del compostaggio si otterrà il compost maturo (che è un fertilizzante), e nel caso della digestione anaerobica (seguita da stabilizzazione in compostaggio) si otterranno biogas (e quindi energia) e compost.
I rifiuti organici e biodegradabili sono le sostanze di origine vegetale o animale come i residui di cucina e gli scarti di potatura del verde. Rifiuti che costituiscono, mediamente, circa un terzo del volume dei rifiuti solidi urbani. Proprio da questa frazione umida si ottiene - mediante un procedimento di selezione e stabilizzazione - un composto organico utilizzabile come concime nei diversi settori agricoli. All'interno degli impianti di compostaggio vengono semplicemente accelerati e controllati i tempi e le modalità del percorso di decomposizione che avviene naturalmente da parte delle sostanze organiche alla fine del loro processo vitale.
Il compost che se ne ricava è un concime molto simile all’humus: una riserva di nutrimento per le piante che libera sostanze nutritive di primaria importanza come azoto, fosforo e potassio, rendendo più ricca la terra e determinando così un risparmio nell’uso di concimi chimici. Per questo il compost viene utilizzato come fertilizzante in orticoltura, frutticoltura, coltivazioni industriali, florovivaismo e nella creazione di aree a verde pubblico.

L’impianto di Compostaggio ad Annone ha dato inizio alla sua attività nella primavera del 2008.
Fa parte della Silea Spa, società intercomunale lecchese per l’ecologia e l’ambiente.
Il capitale sociale è detenuto interamante dai 90 i comuni che ne fanno parte.
L’impianto è stato costruito per trattare il materiale organico dei comuni della provincia di Lecco.
In quel momento erano sottoposti a trattamento 20.000 t/anno di scarti provenienti dalla raccolta differenziata ( umido da cucina ) nei sacchi biodegradabili in mater-bi e di scarti vegetali da sfalci e potature. Dal 2011 l’impianto lavora circa 28.000 t/anno di materiale proveniente da tutta la provincia di Lecco.

La struttura è organizzata in questo modo:

- ZONA DI RICEZIONE, STOCCAGGIO SCARTI E PRETRATTAMENTO

Questa zona, situata all’interno del capannone occupa una superficie di 1218 mq ed è caratterizzata dalla presenza di 2 ingressi distinti: uno per la frazione umida e l’altro per la frazione verde. Le aree destinate allo stoccaggio hanno una superficie di 147 mq per la frazione umida e 96 mq per il verde.
Dalle zone di stoccaggio i materiali vengono movimentati alla sezione di pretrattamento e formazione mix mediante pala gommata, dove subiscono un processo di triturazione, miscelazione e omogeneizzazione. La miscela ottenuta viene quindi avviata alle biocelle.

- ZONA DI BIOSSIDAZIONE ACCELERATA – BIOCELLE

La fase di biossidazione accelerata, posta all’interno del capannone, avviene in 4 biocelle; la miscela ottenuta viene avviata alla prima fase di fermentazione controllata in biocella e disposta a cumulo di altezza indicativamente di 3 m. Qui il tempo di permanenza della biomassa è di circa 25 gg.
Le celle sono a completa tenuta d’aria e liquido, dotate di isolamento termico e chiuse anteriormente da portelloni a tenuta.
Dal soffitto delle celle vengono introdotte sonde di temperatura che raggiungono il materiale e registrano costantemente la temperatura del cumulo. Questi dati vengono costantemente inviati alla sala di controllo.
L’aria insufflata nelle biocelle, dopo aver attraversato la biomassa, viene aspirata nella parte superiore della cella per essere miscelata con aria a superiore tenore di ossigeno, in parte reintrodotta nel circuito di insufflazione e in parte inviata direttamente al biofiltro.
Al termine del ciclo di prima fermentazione il materiale viene trasportato nell’area di maturazione.

- ZONA DI MATURAZIONE

Posta all’interno del capannone, è articolata in due sezioni: maturazione 1 e 2, in cui la biomassa permane in entrambe per 30 giorni ciascuna, al fine di completare il processo di maturazione fermentativa.

- ZONA DI RAFFINAZIONE

Il sistema automatico di raffinazione è composto da nastri trasportatori e da un vaglio a due stadi avente lo scopo di separare il prodotto finito dal sovvallo.
Il vaglio consente con il primo stadio (fori da 9 mm) di intercettare il compost finito e con il secondo stadio (fori di 125 mm) di intercettare i sovvalli, principalmente pezzi lignei grossolani e parti plastiche. I materiali di pezzature superiori a 125 mm, sostanzialmente pezzi lignei, vengono ulteriormente triturati e quindi riutilizzati nel ciclo.
Il sovvallo inferiore ai 125 mm viene anch’esso ri-immesso in ciclo come strutturante previa rimozione dei frammenti di plastica.

- ZONA DI STOCCAGGIO COMPOST

Lo stoccaggio del compost finito avviene in un capannone adiacente al precedente e ha una superficie pari a 317 mq.
Si riporta di seguito lo schema di flusso dell’intero processo produttivo:

- IMPIANTO DI VENTILAZIONE

L’aria che serve per ossidare ed accelerare il processo di decomposizione della sostanza organica (vd. zona di biossidazione) viene prelevata dall’esterno attraverso apposite griglie e, dopo un sistema di ricircolo interno (biocelle-capannone), viene depurata dagli odori molesti di origine organica attraverso il citato biofiltro posto in area sud del capannone industriale.

La finalità dell’impianto di Annone Brianza è quello di imitare i processi che in natura riconsegnano le sostanze organiche al ciclo della vita: si vuole ottenere un prodotto che torni nel ciclo produttivo naturale.
Per questo il compost può essere impiegato nei vasi delle piante sui balconi, negli orti, nei giardini, nei vivai e in agricoltura in pieno campo.

 

 

 

 

 

 

 

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